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Parallel Lines

BIOGRAPHY

Mi chiamo ZETRAS e lavoro con la musica come si lavora

con le storie.
La mia è un’officina di musica immaginata, uno spazio dove parole, suoni e visioni prendono forma attraverso un processo creativo diretto e indipendente.

Scrivo, immagino gli arrangiamenti e costruisco ogni progetto passo dopo passo.
Le voci possono cambiare, i featuring si alternano, ma

il centro resta sempre lo stesso: la direzione creativa.

Ogni brano nasce da un’immagine, da un ricordo, da un’atmosfera precisa che prende forma lentamente, come accade nelle officine dove le idee vengono provate, smontate

e ricostruite finché non trovano la loro forma giusta.

Non inseguo i generi.
Cerco la coerenza.

Per me la musica è un modo di raccontare il tempo, di fermarlo per un momento e trasformarlo in qualcosa che possa essere ascoltato.

ZETRAS è il nome di un percorso prima ancora che di un progetto musicale.
Dietro questo nome c’è Filippo Sestini Trallori, autore e creatore di paesaggi sonori, che ha sempre cercato nella musica

non l’esibizione, ma l’ascolto, non il gesto spettacolare,

ma la profondità.

Diplomato in teatro, ha trovato presto il suo posto

dietro le quinte, dove il suono e la luce costruiscono

mondi invisibili. Lì ha imparato che un’atmosfera può raccontare quanto una parola, e che il silenzio, se usato con rispetto,

ha lo stesso peso della musica.

Le composizioni di ZETRAS nascono in questo spazio: non come canzoni da consumare, ma come frammenti di memoria, immagini sonore, piccoli racconti che si muovono con discrezione. Ogni brano è pensato per evocare,

più che per spiegare.

Il lavoro procede con lentezza volontaria, quasi artigianale. Testi, arrangiamenti, suono e immagine crescono insieme,

cercando un equilibrio che non sia soltanto estetico,

ma anche umano. Nulla viene lasciato al caso, ma nulla viene forzato.

Autodidatta, ZETRAS non ama definirsi musicista. Preferisce pensarsi come qualcuno che scrive e costruisce, che raccoglie influenze, le ascolta a lungo e poi le lascia sedimentare, finché non trovano una forma nuova.

Dentro questa ricerca convivono mondi diversi: la tradizione dell’arrangiamento, il respiro della disco e del pop d’autore, l’elettronica, il jazz, la cultura del vinile. Non come citazioni,

ma come tracce di un ascolto lungo una vita.

Il progetto resta aperto, capace di accogliere voci e presenze diverse, senza perdere la propria identità. Perché ciò che rimane costante non è la forma, ma lo sguardo: uno sguardo che

cerca sincerità, misura e profondità.

ZETRAS è questo:
un luogo in cui la musica diventa racconto,
il suono diventa memoria,
e il tempo, invece di correre, trova finalmente il modo di fermarsi.

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