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PROCESSO CREATIVO

"Dietro ogni brano: idee, lavoro, scelte e pazienza"

ZETRAS è un’officina di musica immaginata, dove parole, suoni e visioni prendono forma attraverso la direzione creativa di Filippo Sestini Trallori.

ZETRAS è un progetto creativo indipendente in cui musica, scrittura e immagine vengono concepite e costruite insieme.
Non è una band e non è un artista solista nel senso tradizionale: è uno spazio di lavoro in cui idee, atmosfere sonore e visioni prendono forma attraverso

un processo paziente fatto di ascolto, tentativi, revisioni e ricerca.

Le tecnologie digitali e gli strumenti contemporanei fanno parte di questo percorso, ma restano mezzi: ciò che guida ogni brano è sempre l’idea iniziale,

l’immaginazione e il lavoro di costruzione che segue.

 

# Il processo creativo

 

Molte persone mi chiedono come nascono i miei brani.
Col tempo ho capito che una risposta veloce non bastava.
Così ho deciso di raccontarlo qui, con calma, passo dopo passo. La verità è semplice: le mie musiche non nascono premendo un pulsante. Nascono da idee, da appunti,

da ascolti, da tentativi, da errori, da intuizioni che arrivano spesso in momenti inattesi. Nascono da un percorso che unisce scrittura, immaginazione e lavoro paziente,

proprio come si è sempre fatto, anche se oggi gli strumenti sono cambiati. È vero, utilizzo tecnologie moderne, anche strumenti digitali e intelligenza artificiale.

Sarebbe ipocrita negarlo.

Questi strumenti sono mezzi, non il fine.

Servono ad aiutarmi a realizzare ciò che ho in mente, non a sostituirlo. Lavoro in ambienti professionali e strumenti di produzione che non sono semplici applicazioni gratuite,

ma sistemi complessi progettati per la musica, che richiedono studio, pratica e anche un investimento economico non indifferente. Non avendo la possibilità di affittare

grandi studi o sostenere i costi di produzioni tradizionali, ho scelto di lavorare in modo indipendente, sfruttando ciò che oggi la tecnologia permette.

Se si fa un confronto reale, il rapporto tra costi e risultati rende questo modo di lavorare non solo sostenibile, ma anche sensato. Questo non rende il lavoro meno autentico: semplicemente lo rende possibile.

Ridurre tutto dicendo “è l’AI che fa tutto” significa non vedere il lavoro che c’è dietro.

Le scelte, la scrittura, gli arrangiamenti pensati, le revisioni continue, l’ascolto critico, la costruzione dell’identità sonora e visiva.

Ogni brano passa attraverso molte fasi, e ognuna richiede tempo, gusto, sensibilità e pazienza.

# Come nasce un brano

 

Una volta scelto il tema da trattare, costruisco il brano nella sua forma. A volte è una vera e propria canzone, con strofe e ritornello; altre volte no.

Alcuni brani non hanno bisogno di un ritornello, perché preferisco che restino un racconto musicale che si sviluppa liberamente. Quando la struttura è chiara,

passo a immaginare il suono. Mi chiedo che atmosfera deve avere, che colore, che epoca deve evocare. In questa fase attingo molto alla mia esperienza

di appassionato di musica e agli insegnamenti indiretti ricevuti dai grandi tecnici del suono, arrangiatori e produttori che ho ascoltato per anni.

Da loro ho imparato soprattutto cosa significa lavorare davvero dietro un brano. Scelto il suono, passo agli strumenti, che vengono scelti uno ad uno.

A volte la scelta si rivela giusta, altre volte no, e allora si ricomincia, si sostituisce, si prova ancora.

È un lavoro paziente, quasi artigianale.

La cosa che mi entusiasma è che quando trovo 

l'arrangiamento giusto lo riconosco subito. È una sensazione molto chiara, ma può arrivare anche dopo giorni o settimane di tentativi. Le voci che utilizzo,

che spesso presento come featuring, vengono scelte in base al tipo di brano, all’emozione che voglio trasmettere, al carattere e al colore della voce.

Ma alla base c’è sempre la mia voce, registrata e lavorata in molte modulazioni diverse, che diventa il materiale da cui tutto parte.

# Costruzione e rifinitura

 

Quando il brano sembra completato, in realtà il lavoro non è finito. Spesso ho ancora in mente altri arrangiamenti o idee che mi erano piaciute. Allora riapro il progetto, oppure lo porto in un altro ambiente di lavoro, e inizio un lavoro di cesello: prendere un inizio da una versione, un finale da un’altra, cambiare una parte centrale, ricomporre, smontare, unire. È un processo continuo di costruzione e ricostruzione. Quando il risultato mi convince, sistemo con particolare attenzione l’inizio e soprattutto il finale. Un brano deve saper finire bene, deve accompagnare l’ascoltatore fino all’ultimo secondo, senza spezzarsi all’improvviso.

# Gli ascolti privati

 

Prima di inviare un brano al distributore c’è un passaggio per me molto importante: gli ascolti privati. Inizio ascoltandolo da solo, più volte, in momenti diversi della giornata, cercando di mettermi nei panni di chi non lo conosce. Poi, quando lo ritengo pronto, lo faccio ascoltare anche a poche persone fidate che si occupano di musica e che sanno essere sincere. Se durante questi ascolti emerge qualcosa che non convince, non ho esitazioni: riapro il progetto, smonto quello che non funziona e ricomincio da capo. Preferisco perdere tempo prima piuttosto che pubblicare qualcosa che non sento davvero mio fino in fondo.

# Mix, grafica e distribuzione

 

A quel punto passo alla fase di mixaggio, in cui il brano viene preparato per essere ascoltato correttamente sulle diverse piattaforme. Questa è una fase delicata: finché il risultato non è qualitativamente all’altezza, il lavoro non si considera concluso. Lo stesso rigore lo applico alla parte grafica, di cui mi occupo personalmente.

Anche quella è parte del racconto, e se non funziona viene rifatta senza esitazioni. La grafica, in realtà, è una passione che nasce molto prima di oggi.

Da ragazzo inventavo copertine per dischi immaginari e spesso usavo il mio stesso volto, trasformandolo e cercando di farlo diventare ogni volta qualcosa di diverso.

Più avanti questa passione è diventata concreta quando ho iniziato a realizzare locandine per spettacoli teatrali. Lì ho capito davvero quanto l’immagine

possa essere parte della narrazione, non un semplice contorno. Per questo oggi la parte visiva ha per me lo stesso valore della musica.

Musica e immagine sono due modi diversi di raccontare la stessa cosa.

Solo quando tutto è pronto, il brano viene inviato al distributore, che effettua controlli sulla qualità e sui dati prima della pubblicazione sulle piattaforme di streaming.

Come si può intuire, i passaggi sono molti. È un lavoro minuzioso, complesso, a volte lento. Ma è anche un lavoro che dà una grande soddisfazione,

perché ogni brano, alla fine, è esattamente come lo avevo immaginato. 

Arriva sempre un momento in cui capisco che il brano può andare per la sua strada.
Non perché sia perfetto, ma perché è diventato esattamente quello che doveva essere.

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